Non è il sesso il segreto delle "Cinquanta sfumature"

Ah, finalmente ho letto Cinquanta sfumature di Grigio, quasi tutto d'un fiato, mentre un ritardo per imprecisati "problemi tecnici" prolungava di un paio d'ore il mio già lungo viaggio in treno.
E quando ho capito che avevo sprecato tanto tempo in quella che, con eleganza paradigmatica, una volta arrivata a destinazione, ho definito una "cagata pazzesca" a mia madre che spiava nelle ragioni del mio cattivo umore, avrei voluto schiaffeggiarmi da sola, e in preda a tenaci pregiudizi culturali, mi sono sentita una shampista cretina (ammesso che le shampiste intelligenti scelgano di leggere, piuttosto, Anais Nin).

Insomma, è andata così: cercavo una lettura che mi estraniasse completamente da quella situazione, una lettura lieve e un po' "speziata" che rendesse quella prigionia mobile più tollerabile, e poi vuoi mettere? - mi dicevo - un successo planetario come questo, avrà come minimo un segreto...

Un'amica me ne aveva parlato come di un "Harmony un po' spinto" ma, nonostante la sintesi più educata della mia, non riuscivo a capacitarmi dei 70 milioni di copie vendute nel mondo. Come si spiega un tale successo?, mi chiedevo, visto che di sesso ce n'è in abbondanza in ogni dove...?

Ora, non so cosa ne pensiate voi, ma non è che descrivere, una pagina sì è una no, amplessi più o meno fantasiosi, fa di un romanzo banalotto e scritto in maniera appena passabile (per essere generosi), un romanzo erotico: non funziona così!

Dunque. C'è 'sto tizio milionario, affascinante e fichissimo (che ve lo dico a fa'), che - vittima di abbandono e violenze da piccolo - diventato adulto, riesce a stare al mondo e, dunque, a vivere le relazioni umane, solo esercitando (o credendo di farlo) un costante controllo sulla vita, il tempo, le scelte delle persone con cui si rapporta: i soldi lo aiutano molto, ma i sentimenti (propri e altrui) no.  Quelli sfuggono, sono incontrollabili: cosa resta, dunque? Resta il sesso, l'unico campo in cui è
possibile rivestire fittiziamente ruoli di forza: dominatore e dominata, signore e sottomessa. Solo il sesso, terreno di "giochi" adulti, dove il potere sul corpo dell'altro regala l'illusoria sensazione di poter spostare all'infinito i "limiti" che soffriamo in tutti gli altri altrove, che sono poi i limiti della nostra umanità. Il sesso che, splendidamente, ci fa credere che tutto sia possibile, anche il sogno di entrare davvero nella vita di chi desideriamo, vogliamo,  adoriamo. Amiamo? Possiamo perdere? Forse no.

Ok, fila tutto: in pratica, una storia già vista. Perché tanto successo, allora?
Perché al netto delle vagonate di soldi, del corteggiamento alla Beautiful - tutto champagne, aerei privati e regali costosi - della "stanza delle torture", del sesso bondage, quello che realmente e oltre ogni nostra immaginazione, oggi, è largamente diffuso, per fortuna in forma lieve per i più, è il disturbo psichiatrico di Mr. Grey: il disordine che i manuali definiscono sindrome ossessivo-compulsiva, e che induce a vivere le relazioni, il lavoro, il tempo, il rapporto con il denaro, quello con gli oggetti e con la realtà in generale, seguendo rituali stereotipati, schemi seriali che danno l'illusione di metterci a riparo da paure e nevrosi, ossessioni e fobie di ogni genere. Voi riderete, ma la vera chiave del successo della trilogia sulle 50 sfumature non è l'eros, ancor meno è l'amore, non è il sesso per cui, a un certo punto, finisci col provare persino un po' di nausea.
Quello che spinge a leggere fino all'ultima pagina è la nevrosi: la nevrosi del desiderio per il desiderio, la nevrosi del possesso, la nevrosi del godimento, la nevrosi della conquista. Successo assicurato: perché se non ci decidiamo a curarla, questa maledetta nevrosi, avremo sempre fame di qualcosa che nessuno altro, tranne noi, sarà mai in grado di saziare.


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