giovedì 19 luglio 2012

“Restiamo umani” contro la malasanità

“Restiamo umani”, scriveva Vittorio Arrigoni prima che fosse ucciso da altri uomini. E su YouTube, c’è ancora lui che in un filmato dice: “Io non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere, credo che apparteniamo tutti alla stessa famiglia che è la famiglia umana”.
Ci sono persone così, che nonostante siano tradite a morte dai propri simili, continuano a credere in loro, ad avere fiducia nell’uomo: forse Vittorio la penserebbe allo stesso modo anche oggi.
Io no. Quando, ieri, il Corriere ha pubblicato le intercettazioni che mettono con le spalle al muro due medici e un’ostetrica dell’Ospedale di Boscotrecase, in provincia di Napoli, mentre cercavano di “apparare”, aggiustare, la cartella clinica della piccola Antonia, morta subito dopo il parto, per nascondere le loro responsabilità, ho pensato subito che sì, quella vigliaccheria fosse tipicamente umana: ossia limitata, imperfetta, misera come gli uomini, purtroppo, sanno essere molte volte in una sola vita. Tutte le volte in cui gli altri pagano il prezzo dei nostri errori.