lunedì 6 maggio 2013

Un corpo senza testa


Non aggiorno questo blog da troppo tempo. La ragione è doppia e incide tanto sulla vita privata che su quella professionale.
Dal 2008 lavoro come giornalista freelance. All’inizio è stato molto esaltante e avevo la sensazione di essermi riappropriata finalmente del mio tempo, esterno ed interno. Quando gli effetti reali della crisi finanziaria hanno iniziato a picchiare giù duro, i collaboratori esterni sono stati i primi a saltare e ho dovuto fare i salti mortali per pagare affitto e bollette: negli ultimi tempi, la situazione economica è peggiorata e per la mia serenità, ho aumentato l’impegno negli altri lavori “di rinforzo”. Quello attuale è di “coffee specialist” in una boutique del caffé dove, per 21 ore a settimana, spiego miscele pregiate di arabica e robusta, i modelli delle macchine e offro caffé in degustazione ai clienti che vengono ad acquistare.
Ho ricevuto, così, i miei primi buoni pasto, per la prima volta ho un badge che utilizzo all’ingresso e all’uscita, una divisa che mi rende pressoché uguale agli altri colleghi, e finalmente uno stipendio che – cascasse il mondo – arriva il 27 di ogni mese.