lunedì 6 febbraio 2012

Bolle e il "degrado" dei senzatetto


La prima volta che venni a Roma, quindici anni fa, fu per tre giorni, accompagnata da un amico che nella capitale aveva vissuto gli anni dell’università. Al nostro arrivo – era sera, molto tardi – passammo velocemente per via Marsala, la strada che affianca la stazione Termini, la stessa strada che, anni dopo, avrei percorso centinaia di volte, avendo scelto come “base” il quartiere di San Lorenzo. E nonostante il decennio romano, appena festeggiato, i ricordi di quella sera sono rimasti come scolpiti nella mia memoria, tanto fu intenso lo stupore che mi colse: c’erano, lungo il marciapiede che scorre accanto alla stazione, riparati sotto le pensiline, decine di corpi, messi uno dopo l’altro, come in una corsia di ospedale ma semplicemente infilati in dei sacchi a pelo, oppure avvolti in coperte e giornali, riposti su un letto di cartone. Accanto a loro, spesso, riuscivo a distinguere alcuni contenitori di Tavernello oppure buste di latte.