Il gioco delle somiglianze

Un vecchietto mi ha fermata per strada stamane. Passeggiavo con il mio cane per le stradine strette vicino casa, attendendo nervosamente che facesse i suoi bisogni alla svelta. Sulle prime, ero certa volesse rimproverarmi qualcosa: Totò faceva una pipì lunghissima sul lampione riverniciato da poco e l'idea di contribuire a sporcare qualcosa che è di tutti, mi solleva sempre sensi di colpa esagerati. Inutili. E invece questo signore rugoso mi fa: "Ma lei, signorina, è figlia della buonanima di Enzo?". Io, presa di sprovvista e già pronta alla controffensiva, rispondo - al contrario - indebolita: "Sono io! Lo conosceva?". E lui, un po' commosso: "Sì, era sempre gentile e sorridente: faceva molto bene a tutti". Al che io l'avrei abbracciato a prescindere: per ringraziarlo di avermi offerto un ricordo di mio padre. Mi sono trattenuta per non metterlo a disagio ma ne ho approfittato: "Come ha fatto a capire che sono sua figlia? Manco da ta...