Finalmente libera. Domani.

"Pazienza", esclamò lei alzando lievemente le spalle. Lo faceva sempre quando sentiva che la situazione stava per sfuggirle di mano. E più aveva paura - di domani, della solitudine, del freddo - più assumeva quest'aria di autosufficienza, di "fortissimamente volli", di chi avrebbe vissuto felicemente anche su una gamba sola, mantenendo l'equilibrio, il respiro e il pianto in gola. L'altra frase dei momenti critici, davvero critici, era "Mica ti devono amare per forza, ecchecazzo". Ma qui la superficie facciale subiva come una leggera scossa tellurica, e le crepe affioravano prepotenti, fino a sconfinare in singhiozzi patetici e rumorosi.