giovedì 14 aprile 2011

"Come stai?" "Male, grazie"

Penso che abbiamo un problema con il mondo: un problema di "contatto". Non so se questo problema sia  prima "privato" e poi "pubblico" o viceversa. Ma succede esattamente come quando telefoni e non prendi la linea: tutte le domande restano dentro di te e, soprattutto, non saprai mai quali risposte ti avrebbe dato chi stavi cercando. E' deprimente.
Non so voi ma io sento fortissimo questo malessere. Credo sia indotto dal clima intorno a me, da questa mancanza di ossigeno, e di spazio, e di domande non poste. Non mi aspetto che sia Tremonti a chiedermi di cosa abbia bisogno, ma almeno i miei pari sì. "Come stai?", "Male grazie": nessuno me lo chiede più. Soprattutto, facendomi anche il regalo di fermarsi ad ascoltare la mia risposta.