martedì 19 febbraio 2013

Su Oscar Giannino e un vecchio amore

Conosco Oscar Giannino per averlo osservato, (relativamente) da vicino, nel corso di alcuni anni: tempo fa, lavoravo nella redazione di una piccola rivista moderata e di stampo liberale che collaborava con l'Ibl e lui era, già allora, un punto di riferimento in quell'ambiente. Lo osservavo quando, in abiti eccentrici - da me molto ammirati - veniva ai workshop che organizzavamo: quella scelta di non passare inosservato per i colori e i tessuti indossati, un po' cozzava con il suo modo di fare che mi appariva, al contrario, schivo e "riparato". Questo contrasto, ricordo, mi piaceva moltissimo perché - pensavo - era rivelatore di una forza e, insieme, di una debolezza. E poi perché in un mondo che si sforza, costantemente, di apparire privo di aporie, il più possibile provvisto del marchio di fabbrica, lui esibisce così la propria "stranezza" che è anche estraneità.