sabato 4 agosto 2012

Se fosse l'acqua il mio elemento

"Se solo fosse l'acqua il mio elemento", si disse lei, seguendo a fatica una piccola onda che, solitaria e veloce, increspava la superficie liscia del mare verdognolo che le faceva rimpiangere il blu di quello salentino.
E invece il suo elemento era il fuoco: si infiammava per nulla e bruciava, bruciava. Fino a incenerirsi, fino al punto che non c'era più nulla che le fiamme avrebbero potuto divorare.

Bruciava per un pensiero, ardeva per un'idea, prendeva fuoco seguendo un sogno. Soprattutto se era un sogno impossibile. E alla fine non restava più nulla. Era stufa di quel nulla, sempre dolorante, sempre in preda a un sentimento di estinzione.
Per questo, da tempo, si diceva che era arrivato il momento di avere vicina l'acqua: che l'avrebbe placata per un po', dissetata, fino a spegnerla.
Il mare glielo ricordava, tutte le volte. Che lei e il suo fuoco erano liberi di ardere a piacimento, e che perciò erano soli. Un incendio fa terra bruciata intorno. Un incendio è pericoloso se si propaga.