martedì 19 giugno 2012

Se un passato a luci rosse fa scoop

Ogni tanto, in Italia, un giornalista pubblica uno scoop-che-non-è-più–uno-scoop da molto tempo, eccetto, apparentemente, per il giornale che lo ospita.
È accaduto anche ieri quando, per il decimo anno consecutivo, abbiamo tutti letto, condiviso e ritwittato la storia “piccante” che vede come protagonista la capo ufficio stampa dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – ente sotto la vigilanza del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – con un passato di “bella e talentuosa attrice di film erotici e soft-porno”.
Questa, la non-notizia lanciata da Il Fatto Quotidiano, perché – si spiega – “i precari dell’INGV protestano contro la loro collega”.
Si tratterebbe di 270 degli ottocento ricercatori che, a causa dei tagli operati ai fondi per la ricerca dall’ex ministro Gelmini, lavorano senza contratto e, dunque, hanno più di qualche motivo per essere incazzati. E cosa fanno?