Formigoni come la croce rossa e due parole a Lerner


Ormai la vicenda che ha coinvolto Roberto Formigoni, la sua portavoce e Cristina Parodi è nota: dopo un’intervista al Cristina Parodi live, nuovo programma di La7, il governatore della Lombardia, infuriato per le domande, a suo giudizio non strettamente politiche e non concordate prima con l’intervistatrice, se l’è presa con Gaia Caretta, sua portavoce, urlandole contro: “Adesso stai qui e spacchi la faccia alla Parodi, e a tutta questa banda, oppure sei licenziata”.
Caretta, in serata ha inviato questo tweet: “Non parlo della vicenda di oggi, sono coinvolta in prima persona e non lo riterrei serio e professionale. Ringrazio x gli attestati di stima”. Un comportamento comprensibile e, se vogliamo, professionale.
Se si fosse dimessa, a caldo, avremmo tutti commentato che era la risposta che Formigoni si meritava: non è forse uno shock e un’umiliazione (pubblica) vedere il proprio capo prendersela con te per un comportamento giudicato scorretto e riferibile a un altro?
Supponiamo pure che la Parodi o la sua redazione avessero concordato con la portavoce di Formigoni una scaletta diversa e che, comprensibilmente, lui si sia sentito beffato nel corso dell’intervista, vale la premessa che, se accetti di farti intervistare in un programma televisivo, di certo devi aspettarti domande anche “sgradite”, a meno che tu non faccia solo conferenze stampa (dunque, monologhi) e non sia Berlusconi.
Ma trattare una persona che lavora per te – e che ti rappresenta tra l’altro, e parla al posto tuo con la stampa – in quel modo così violento e sprezzante, significa solo che sei un potente, rimbecillito dal potere. Significa anche che tutto il teatrino che metti in scena ogni volta che puoi – i Memores Domini e i vari ed eventuali voti di castità, povertà e obbedienza con le abbondanti citazioni di don Giussani – è solo un teatrino vuoto, se non sei in grado di trattare con il dovuto rispetto gli altri. Sei finito.
Fatta questa premessa, ho trovato assai ridicolo osservare che un giornalista come Gad Lerner abbia solidarizzato subito non con la portavoce (minacciata di licenziamento dal governatore lombardo) ma con Cristina Parodi, al cui indirizzo, certamente, sono giunte le parole di sdegno del Celeste (“spaccale la faccia”), ma che non ha subito direttamente alcuna riprovazione o minaccia, anzi: naturalmente Roberto Formigoni ha tenuto un comportamento apparentemente tranquillo e sobrio durante il programma, come finzione vuole.
Mi fa sorridere: per carità, caro Lerner, comprendo che la solidarietà affettuosa tra colleghi sia atto dovuto e anche gentile galanteria, ma magari – visto l’endorsement pubblico alla Parodi – non crede che sarebbe stato il caso di rivolgere quella solidarietà a entrambe le signore? Così, perché altrimenti la democrazia dei vip è fin troppo facile.
(micromega.it)

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