La verità in "Sex and the City" (eh sì)

Avete presente l'episodio di "Sex and the City" in cui la rossa Miranda dice una cosa saggia come potremmo aspettarcela solo dal Dalai Lama?
Io credo che la strega di Hansel e Gretel sia stata calunniata: la poveretta si costruisce la casa dei suoi sogni, quando arrivano quei due mocciosi e... cominciano a divorargliela. 
L'ho amata Miranda perché - in ritardo rispetto alle mie coeve - mentre mi godevo la replica della serie tv che avevo sempre snobbato (io-sia-maledetta) per invidia e perbenismo, e per un pudore di ritorno un po' malsano, stavo proprio ragionando sulle verità capovolte, e su quanto (e con quale slancio), invece, siamo tutti propensi a credere alle favole: quelle che partono con "C'era una volta" e si chiudono infallibilmente con "...e vissero felici e contenti".

Ne abbiamo un disperato bisogno, non c'è che dire. Ma ecco cosa suggerisce Miranda: di sperimentarci nell'esercizio coraggioso di capovolgere il pensiero, di non assuefarci ai ruoli, quelli rassicuranti come quelli detestabili, di provare a camminare a testa in giù, per vedere "cose che voi umani..." non riusciamo neppure a scorgere, sempre impalati come siamo su due gambe.

Mentre i luoghi "sociali" per eccellenza, ahinoi quelli virtuali, sono anche la rappresentazione peggiore della favola politicamente corretta, in cui tutti accettiamo di stare.
Lì una cosa è tanto più apprezzata e "condivisa" se ha molti "like", lì sei fico "sulla parola" se hai molti "follower", se poi proponi anche un corredo fotografico degno del Mulino Bianco, allora ti possono anche invidiare sulla fiducia (non importa che nella vita vera stiate avviando le pratiche per il divorzio!): quanto conta la realtà? chi ha il coraggio di "scannerizzarla"? e di metterla "sottosopra"?

Potrebbero essere semplici "menate", se non fosse che una persona cui voglio molto bene, nel raccontarmi una disavventura relazionale - non la prima e temo neppure l'ultima - mi diceva: "ma possibile che capitino tutti a me? allora sarà colpa mia!".
Io non ho avuto parole intelligenti per attrezzare una risposta che desse soddisfazione. Poi, sono tornata a casa e, dando attuazione al programma del momento, "Se sei snob, godi solo a metà", ho rivisto il dodicesimo episodio di "Sex and the City". Quello in cui Carrie conclude:
Mi sentivo una scema, avevo talmente messo in gioco i miei sentimenti che non mi ero resa conto di giocare da sola.
(ecco una provocazione abbastanza intelligente da dare alla mia cara amica) ma, soprattutto, quello in cui Miranda dispensa un'altra delle sue pillole saggissime:
Io sono stata con uno che ce l'aveva come quelle matite per segnare i punti a golf... non capivo mai se voleva scoparmi o cancellarmi.
Avevo trovato la quadratura del cerchio. Capovolto.

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