martedì 22 novembre 2011

Frasi omofobe

Il primo è stato Antonio Di Pietro a cui, si sa, piace molto parlare per metafore: quando, il 10 novembre scorso, il leader dell’Idv ha preso posizione sul governo Monti, per rappresentare al meglio il proprio pensiero, Tonino ha pescato nel repertorio figurativo di competenza, un’immagine tanticchia omofobica: “Pd e Pdl”, ha ammonito, “dopo uno o due mesi, si accorgeranno che non possono stare insieme, visto che due maschi in camera da letto non fanno figli. Non appena si è reso conto dello scivolone, anche perché intanto fioccavano le proteste dell’associazionismo gay, si è subito scusato, liquidando la propria espressione come “infelice” e “involontaria”.
Il secondo è stato il “Responsabile” Domenico Scilipoti, diventato berlusconiano di ferro dopo essere stato deputato dell’Italia dei Valori.

 Prima al canale Youtube “KlausCondicio”, poi in un’intervista a il Giornale, il politico agopuntore ha evocato “il sesso fra due uomini” per dare forza ai “valori” della propria lotta politica (“Stato, famiglia, cristianità”). E alla giornalista che simulava stupore e scandalo (“Scilipoti!”, “Suvvia!”, “Prego?”), il buon Scilipoti chiedeva di immaginare proprio “quello”, sì, il “rapporto anale”, perché apparisse chiara l’anomalia – ha detto proprio così – che esiste nel sesso maschile “più che tra due donne” (perché poi, in base a questo ragionamento, il sesso tra donne non sarebbe anomalo? forse perché gli provoca eccitamento?). Ed ha concluso con un’altra immagine indimenticabile: “Lo dico da ginecologo: ha mai visto un uomo partorire?”.
Due note. La prima: non è giustificabile (ridicola l’abusata formula dello scivolone dialettico) che un leader politico come Di Pietro avalli, seppure con un’immagine, uno schema culturale così odioso ed escludente rispetto alle stesse persone – tante, tantissime – che lo hanno votato, dandogli fiducia, e che gli hanno chiesto di essere rappresentate nelle proprie istanze. È tanto più grave – in proporzione – perché lui, a differenza di molti politici del Pd che sui diritti civili continua a nicchiare e a presentarsi diviso, ha combattuto una battaglia parlamentare per giungere alla formulazione di una legge anti-omofobia (che tuttora l’Italia non ha) e si è sempre presentato ai cittadini come difensore laico dei diritti delle coppie omosessuali (pur “fermandosi” ai Pacs come modello di riconoscimento giuridico di situazioni di fatto che esistono tra persone dello stesso sesso).
La seconda: è evidente che i giornalisti facciano parlare Scilipoti, oramai, più per una questione di colore, eminentemente cabarettistica, che per avere un contributo a un (qualsiasi) dibattito. Dunque, la seconda questione è culturale ed investe direttamente chi informa e sceglie quale direzione dare al dibattito sulle idee. Facile ridacchiare sul (defunto, si spera) “partito della Gnocca”. Più difficile lavorare per ridare dignità a questo povero Paese, che si ritrova ancora a combattere battaglie di retroguardia e a dare diritto di parola a sedicenti medici che non sanno o fingono di non sapere che è antiscientifico sostenere che l’omosessualità sia un’anomalia. Dal momento che l’Organizzazione mondiale della sanità l’ha depennata dal novero dei disturbi mentali nel 1990.

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