Sedotta


Lo ammetto: sono entrata nel Mc Donalds di periferia, già in preda a sensi di colpa e seghe salutiste il cui assalto ho bellamente ignorato. Chiaro che c'era un prezzo da pagare: mi sarei mantenuta leggera, evitando la coca-cola e optando per un Chicken wrap e patatine medie. Un compromesso a perdere.
Seduta stretta tra una coppia di ragazzini delle medie che si baciava con un impeto eccezionale e una famigliola un po' triste, non l'ho notata subito.
Lei era seduta esattamente di fronte a me, in compagnia di un'amica. Due ragazze sulla trentina, come tante: parlavano complici, ogni tanto si facevano insieme una risata, a un volume bassissimo rispetto al rumore di lì dentro.

Spesso mi ritrovo a osservare altre donne. Più donne che uomini: degli uomini mi posso innamorare col tempo, ma quasi mai mi incuriosiscono immediatamente. Delle donne mi attraggono invece i particolari: l'eleganza di un gesto, l'armonia nei movimenti, anche un berretto, o le scarpe che indossano.

Lei mangia solo patatine e le intinge nella maionese con molta grazia. E' una di quelle donne che le guardi la prima volta e ti dici "carina", la seconda devi ammettere che è "molto carina" e alla terza concludi che è "davvero bella".
Mentre ancora valuto, mi accorgo che mi guarda, forse, sentendosi osservata a sua volta: poi, dice qualcosa all'amica, avvicinandosi con tutto il corpo per farsi sentire. E subito questa si alza e va verso il bagno. Rimaniamo io e lei, ciascuna al proprio posto. Ci guardiamo. Io non riesco mai a reggere lo sguardo di un'altra persona troppo a lungo: a un certo punto lo abbasso, per timidezza. E perché "giocare" non è proprio il mio forte. Questa volta è diverso: lei è totalmente disinibita, mi dà l'impressione di una che è abituata a "prendere" quello che desidera. Comunica una sensualità talmente potente da provocarmi imbarazzo, spaventarmi anche: non mi era mai successo con una donna. Non ce l'ho fatta, e ho chiuso la comunicazione. A un certo punto, lei si alza e prende le proprie cose per andare. Io la guardo un'ultima volta mentre mi rivolge le spalle.
Penso sempre con molto stupore al mistero che c'è dietro il desiderio dell'altro: come scatta? di cosa si alimenta? quali ostacoli possono bloccarlo?
Penso a quanto sia rassicurante il nostro orientamento sessuale: esibito e portato a spasso come un cartello nelle manifestazioni pro o contro qualcuno. Dato per scontato: comoda tana entro cui rifugiarsi.
Come farne a meno?
Ci fa molta paura il desiderio.

Commenti

  1. Il desiderio improvviso, per la sua natura sorprendente, è in realtà affrancamento dall'orientamento, è disorientamento.
    ... In fondo la bellezza va sempre ossequiata.
    A presto.
    A.

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  2. il desiderio è disorientamento... bello, vero.

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  3. il desiderio segue spesso la promessa di un altrove: evidentemente non ci volevi proprio stare in quel mcdonald.

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