Di ulivi e famiglie

La mia famiglia vive all'ombra degli ulivi.
Quando, anni fa, andai via da lei, sapevo che sarebbe stato per sempre, anche se ad alta voce ripetevo "per ora".
Il tempo mi aspetta a casa e solo qui: ogni volta che torno, come in questi giorni, ripristino il contatto con il tempo che passa. Solo qui lo "misuro": perché rallenta fino a fermarsi. E si fa cogliere.
Ne vedo i segni: lo leggo sul viso di mia madre, nella lentezza di gesti che un tempo erano lesti, lo rintraccio negli sguardi bassi dei miei nipoti, per l'emozione e per quella speciale timidezza dei bambini. Che li assale quando gli adulti si assentano a lungo e vorrebbero, al ritorno, ristabilire un contatto, abbracciare i loro corpi come se nulla fosse.
 E invece, questi ritorni ti sbattono in faccia il prezzo da pagare per aver scelto una vita altrove. Qui: dove tutto avviene senza che tu ci sia. Dove sei solo una testimone, lontana: una frustrazione tremenda la libertà. Di scelta.
Mia nipote, 12 anni, mi ha fatto trovare un foglio con su scritto: "Zia, bello che tu sia qui, ma so già che te ne andrai presto e tutto tornerà come prima". Un messaggio involontariamente ricattatorio: non spenderà un solo minuto della propria giornata di preadolescente, a pensare alla zia emigrata nella capitale. Ma i bambini sono così: non ti perdonano nessuna distanza. Neanche quella scelta per sopravvivere.
Così, oggi, mentre guidavo circondata dagli ulivi, a una velocità di crociera talmente bassa da meritare gli improperi degli automobilisti dietro di me, mi scendevano le lacrime: no, non ho il ciclo... Pensavo, invece, a tutta quella bellezza sprecata per troppa vicinanza, ieri. Non ero capace di vederla: me la sono lasciata alle spalle senza nessun rammarico, anzi, con la fretta tipica di chi vuole archiviare una pratica lunga e noiosa. Ora che me la vorrei portare in valigia, e liberarla un po' alla volta quando sono in debito di ossigeno, mi devo accontentare di queste dosi omeopatiche. Di famiglie e di ulivi: che pensavo fossero solo il passato, mentre la verità di oggi è che senza di loro non c'è futuro.

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