domenica 27 marzo 2011

Noi e "Il cigno nero"

Mentre vedevo 'Il cigno nero' - film intenso e sensuale del newyorkese Darren Aronofsky - ho pensato che la lotta ingaggiata da Nina, ballerina del New York City Ballet, con il proprio corpo e con se stessa, riguardasse anche me. E tutti, in misura diversa.
Crediamo che il nostro corpo ci appartenga, sia controllabile a piacimento, come un qualsiasi strumento di lavoro che ci aiuti a raggiungere un obiettivo. Possibilmente la perfezione. E ci accorgiamo che se il nostro corpo è uno solo, noi che lo abitiamo no: come minimo siamo in due  - proprio come il cigno bianco e il cigno nero del film - ma in genere e a ben guardare, siamo come un intero condominio. Per di più, litigioso.
In psicopatologia c'è lo 'sdoppiamento della personalità' ma, molto prima, esiste una condizione ordinaria e molto comune: quella che nel film è rappresentata con l'immagine di Nina - una Natalie Portman bellissima - riflessa in uno specchio che rimanda continuamente 'l'altra da sé'.
La soluzione è sempre quella di riuscire a fare pace con chi non la pensa come noi e non è 'altro da noi'. Sembra contorto ma è molto semplice, in fondo: occorre una continua opera diplomatica, come per i conflitti che attraversano il mondo. Anche quelli interni, di noi con noi stessi, hanno bisogno di mediazione.
Ci facciamo molta paura, a volte: abbiamo già da affrontare il mondo lì fuori, e i suoi mille fantasmi, e i nemici (veri o presunti), che questa continua scoperta (finirà mai?) del mondo dentro di noi, ci sconvolge. A un certo punto, però, c'è la resa. Si sta un po' stretti, tutti insieme, qui dentro, ma per vivere, c'è bisogno di pace.

3 commenti:

  1. C'è un gioco in psicologia che si chiama dei "sei cappelli del pensiero", se l'argomento ti titilla, dacci un'occhiata!

    A presto.
    A.

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  2. interessante, approfondirò :) grazie!

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  3. Interessante l'interpretazione che hai dato della pellicola che tanto mi ha catturato. La visione del Cigno nero mi ha riportato in mente il film Etoile, con una graziosissima Jennifer Connelly. Anche in Etoileil cigno nero si prende il centro del palcoscenico per raccontare una favola nera che attraversa in maniera obliqua lo spazio ed il tempo. Etoile e Il cigno nero sono due film che viaggiano su binari paralleli ma che ad un certo punto paiono sovrapporsi avendo come denominator comune il demone cerebrale che s'impossessa della prima ballerina. Vince per knock out Il cigno nero. Etoile poteva essere un buon film ma il regista ha deciso di devastarne il finale. Peccato.
    Leonardo Sileo

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