Un teologo (amico) su De Mattei: "Che fede è la sua"?

Va bene. Abbiamo capito che il vicepresidente del Cnr, Roberto De Mattei, quando parlava a Radio Maria di terremoto e tsunami, definendoli "una voce terribile ma paterna della bontà di Dio", citava solo uno scritto del 1911 di monsignor Mazzella, arcivescovo di Rossano Calabro, che negli stessi termini commentava il terremoto di Messina del 1908. Ma a chi, oggi, alza il ditino per difendere, non tanto l'uomo, quanto la libertà di espressione e quella religiosa (e chissenefrega della scienza), risponderei con le parole che un teologo amico - che scrive tra l'altro su un giornale "conservatore" - mi ha inoltrato per email quando gli ho chiesto un parere a commento.




Lui mi ha scritto poche righe ma direi che possano bastare:
"Penso che è un pazzo e fanatico, capace per pregiudizio in fondo politico, nostalgico di regimi cesaropapisti, l'opposto del Vangelo, di bestemmiare in nome di Dio, che per lui è solo quello che custodisce il potere suo e dei suoi camerati da secoli, travestiti da cristiani, ma in fin dei conti solo adoratori del potere e del denaro...Sono anni che lotto contro gente come lui, su temi teologici, ma purtroppo è appoggiato in alto, politicamente tutto a destra estrema, nemico del Concilio Vaticano II e tutto il peggio. Ne scriverò presto, e gli applicherò il rimprovero di San Paolo a certi sedicenti cristiani del suo tempo: 'A causa vostra il nome di Dio è bestemmiato tra le genti!' (Lettera ai Romani (2, 24)".

Io sono d'accordo e lo ringrazio.

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