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Di calcio e politica

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Non amo il calcio. Nutro tiepide simpatie, puro campanilismo, per il Lecce, e trovo stucchevoli i dibattiti infiniti sulle tattiche messe in campo da questo o quel commissario tecnico. Agli accapigliamenti tra tifosi di squadre diverse, anche amichevoli, reagisco con stupore: mi impressiona sempre quel sovrappiù di passione – verbale e non – che ne viene fuori e dico tutte le volte che andrebbe travasata altrove, nel resto della vita. Ma c’è un momento di una partita di calcio che mi piace e mi emoziona: quando il gioco finisce, e i calciatori che hanno vinto gioiscono e festeggiano la vittoria. A volte compiono gesti belli e forti che, per un attimo, fanno dimenticare l’enorme e scandaloso business che ruota attorno a loro. Io, ad esempio, assisto sempre incantata agli abbracci sportivi tra chi vince e chi perde.

Per essere (un po') felici

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Quando insegui qualcuno, foss'anche un'emozione, il resto del mondo scompare, inabissato in un mare ebete e paludoso. Perché niente conta se non quell'unica cosa lì, a cui siamo dietro come segugi. Dimentichi tutt'intorno, mondo e sogni, mentre fissi solo davanti a te "l'oggetto dei tuoi desideri"; dimentichi di ascoltare la voce del mare, semplicemente, accostando una conchiglia al tuo orecchio; dimentichi tutto quello che sapevi alla perfezione fino a un attimo prima di quell'assurda corsa: che chi si fa rincorrere non ha alcun interesse a essere preso, ed è molto probabile che chi insegue, non voglia affatto finire la propria corsa. Perfettamente complici nel darsi reciproca insoddisfazione.

La farfallina di Belen e la libertà di cambiare canale

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La farfallina di Belen Rodriguez appassiona gli animi più depressi e vivacizza il dibattito pubblico e privato di questi giorni: non solo, e ci sta, quello maschile – che clichè vuole: avvinto, inebetito, da encefalogramma piatto – ma soprattutto quello, indignato, di opinion leader e custodi della moralità pubblica. In principio, ha tuonato Lucia Annunziata: “Belen è bellissima e simpatica ma certo quel suo sventolarsi la gonna è stato più sconvolgente del sermone di Celentano ”. Un passo indietro. Lo sventolamento ha, infatti, sollevato l’atroce dubbio che la showgirl non avesse indosso le mutandine – sì, avete capito bene – dal momento che il tatuaggio dell’insetto tanto caro a Silvio Berlusconi (ricordiamo che l’ex presidente del Consiglio amava regalare a Olgettine e dintorni, spille e spillette a forma di farfalla), è posto su centimetri di pelle, generalmente, coperti dall’indumento intimo.

Risparmiamo, a San Valentino

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Rob Brezsny, il mitico astrologo di Internazionale, dà i compiti per casa, raccomandando, nella settimana in cui ricorre san Valentino, di scrivere "una bella lettera d'amore a se stessi". E così - da grafomane consapevole - ripensavo a tutte le lettere della mia vita: scritte a volte per vera passione, per sentimento, per l'indefinibile desiderio di creare ponti, di trattenere a me chi era già altrove; scritte anche per disperazione, per chiedere scusa, per urlare 'io esisto', per stupido egocentrismo (eh sì, le peggiori!), per l'istinto di non arrendersi alla fine.

Bolle e il "degrado" dei senzatetto

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La prima volta che venni a Roma, quindici anni fa, fu per tre giorni, accompagnata da un amico che nella capitale aveva vissuto gli anni dell’università. Al nostro arrivo – era sera, molto tardi – passammo velocemente per via Marsala, la strada che affianca la stazione Termini, la stessa strada che, anni dopo, avrei percorso centinaia di volte, avendo scelto come “base” il quartiere di San Lorenzo. E nonostante il decennio romano, appena festeggiato, i ricordi di quella sera sono rimasti come scolpiti nella mia memoria, tanto fu intenso lo stupore che mi colse: c’erano, lungo il marciapiede che scorre accanto alla stazione, riparati sotto le pensiline, decine di corpi, messi uno dopo l’altro, come in una corsia di ospedale ma semplicemente infilati in dei sacchi a pelo, oppure avvolti in coperte e giornali, riposti su un letto di cartone. Accanto a loro, spesso, riuscivo a distinguere alcuni contenitori di Tavernello oppure buste di latte.

Avvenire, Pisapia e la Costituzione prêt-à-porter

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Secondo Avvenire la decisione del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, di destinare anche alle coppie di fatto i fondi anti-crisi, violerebbe la nostra Costituzione. A scrivere sul quotidiano dei vescovi il commento critico è Francesco Riccardi: “La giunta comunale ha pensato bene (anzi male) di agire facendo leva sulla definizione di “famiglia anagrafica”, così come ridisegnata dalla legge del 1989. Questa prevede – al solo fine, amministrativo, di “fotografare” le situazioni di fatto – che siano registrate sullo stesso stato di famiglia «l’insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozioni, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti…»”.

Diario da Istanbul

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Istanbul, 23 gennaio 2012 – Sono a Istanbul per una breve vacanza, alla ricerca di una pausa dal mio mondo, in una città che sa essere molte cose diverse, tutte insieme. “Una città fatta di contrasti”, mi avevano avvisata alcuni amici, e questo ha reso la partenza ancora più eccitante. Abituata come sono, al mio “angolo di vita” tutto occidentale, apparentemente compatto, monodimensionale, questo posto si è rivelato ricco di sorprese: ho scoperto “la Istanbul” globalizzata, con i suoi Starbucks Coffee, che sarebbe potuta essere un pezzo di New York o Parigi. Dove giovani uomini e donne alla moda popolano la notte, per le strade eleganti e i locali di lusso; e “la Istanbul” dei venditori ambulanti di çay (tè), dei chioschi di Kebab e dei ristoranti tradizionali: qui è più facile incontrare gruppi umani monosessuali, vestiti con abiti tradizionali e dall’età indefinibile. Ma è la “terza” Istanbul, che miscela perfettamente le prime due, la più interessante. Quella che r...