Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta malasanità

“Restiamo umani” contro la malasanità

Immagine
“Restiamo umani”, scriveva Vittorio Arrigoni prima che fosse ucciso da altri uomini. E su YouTube, c’è ancora lui che in un filmato dice: “Io non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere, credo che apparteniamo tutti alla stessa famiglia che è la famiglia umana”. Ci sono persone così, che nonostante siano tradite a morte dai propri simili, continuano a credere in loro, ad avere fiducia nell’uomo: forse Vittorio la penserebbe allo stesso modo anche oggi. Io no. Quando, ieri, il Corriere ha pubblicato le intercettazioni che mettono con le spalle al muro due medici e un’ostetrica dell’Ospedale di Boscotrecase, in provincia di Napoli, mentre cercavano di “apparare”, aggiustare, la cartella clinica della piccola Antonia, morta subito dopo il parto, per nascondere le loro responsabilità, ho pensato subito che sì, quella vigliaccheria fosse tipicamente umana: ossia limitata, imperfetta, misera come gli uomini, purtroppo, sanno essere molte volte in una sola vita....

La storia di Nina

Nina ha tre mesi. La prima volta che l’ho “vista”, è stata nel sorriso e nella pancia della sua mamma Isabella, al parchetto dei cani. E nella sua attesa serena e pratica, da “donna del Nord”, mi dicevo a ogni incontro. Quando è nata Nina, a Brescia, Isabella ha tardato un po’ a darci notizie, nonostante i messaggi di auguri che a turno, noi amici, le mandavamo. Poi, la sua mail: “Nina ha una malattia genetica, non diagnosticata in fase di gravidanza”. Si tratta di una sindrome rara (colpisce un bambino su 250mila), che si chiama Sindrome Oro-Digito-Facciale di tipo 1 (OFD-I). Questa malattia, letale nei maschi, porta dismorfismi facciali, anomalie del cavo orale, delle dita, e spesso malformazioni cerebrali e rene policistico.