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Cos'è successo a Brindisi?

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Coincidenze. Il tempo che a volte si accavalla e crea nodi inaspettati. Ieri mattina ero in un paesino vicino Brindisi, poco dopo che quelle maledette bombe a gas esplodessero, lacerando per sempre la vita di Melissa, e portandosi via pezzi di molte altre. Chi può voler male a delle ragazze sedicenni, mi sono chiesta subito. Il pensiero è andato al passato: agli anni di tensione trascorsi al paese, uno dei tanti della vasta provincia salentina. Allora, conoscevo i volti di alcuni dei componenti della Sacra Corona Unita, la mafia pugliese: semplicemente perché li incontravo passeggiando per le strade del paese. Alcuni erano parenti di persone scomparse in casi di lupara bianca, altri erano amici di amici, giovani presi in trappola, ragazzi allo sbando: erano l’ultimo anello dell’ingranaggio, poco più che reclute, dediti al traffico di droga o all’estorsione, e attivi su tutto il territorio, specialmente in quello brindisino.

A Centopassi dalla vittoria

Sarebbe stata tutt’altra musica sentirne parlare dalle frequenze di Radio Aut, dove Peppino Impastato ha combattuto la propria battaglia alla mafia. E certamente la famosa radio libera siciliana sarebbe stata la prima a far sapere al mondo che la Cooperativa Centopassi, quest’anno, solo per un soffio, non ha vinto i famosi Wine Star Awards 2010, come “Innovator of the year”. Centopassi è la costola vinicola della Cooperativa Sociale Placido Rizzotto – Libera Terra che dal 2001 coltiva, a biologico, le terre confiscate ai boss mafiosi nell’entroterra siciliano (e aderisce all’Associazione Libera, guidata da don Ciotti, da sempre in prima linea contro le mafie).