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"Il desiderio di essere come tutti"

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Ora noi possiamo sentirci, in mezzo alle comunità, soli e diversi, ma il desiderio di rassomigliare ai nostri simili e il desiderio di condividere il piú possibile il destino comune è qualcosa che dobbiamo custodire nel corso della nostra esistenza e che se si spegne è male. Di diversità e solitudine, e di desiderio di essere come tutti, è fatta la nostra infelicità e tuttavia sentiamo che tale infelicità forma la sostanza migliore della nostra persona ed è qualcosa che non dovremmo perdere mai.  Natalia Ginzburg

Ogni cosa ha un prezzo. Anch'io.

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Se non vivessimo sempre "schiacciati" sulla terra, vedremmo cose di cui neppure ci accorgiamo. "Ragionare astronomicamente", diceva l'autore di un testo sull'astronomia recensito, alcune settimane fa, su La Domenica del Sole. Che poi significa cambiare il proprio punto di vista, anche in termini geometrici. Non è solo uno sforzo culturale, è anche (meglio: prima di tutto) un problema di punto di osservazione: da quale luogo guardi il mondo? In compagnia di chi sei? 

Un corpo senza testa

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Non aggiorno questo blog da troppo tempo. La ragione è doppia e incide tanto sulla vita privata che su quella professionale . Dal 2008 lavoro come giornalista freelance.  All’inizio è stato molto esaltante e avevo la sensazione di essermi riappropriata finalmente del mio tempo, esterno ed interno. Quando gli effetti reali della crisi finanziaria hanno iniziato a picchiare giù duro, i collaboratori esterni sono stati i primi a saltare e ho dovuto fare i salti mortali per pagare affitto e bollette: negli ultimi tempi, la situazione economica è peggiorata e per la mia serenità, ho aumentato l’impegno negli altri lavori “di rinforzo”. Quello attuale è di “coffee specialist” in una boutique del caffé dove, per 21 ore a settimana, spiego miscele pregiate di arabica e robusta, i modelli delle macchine e offro caffé in degustazione ai clienti che vengono ad acquistare. Ho ricevuto, così, i miei primi buoni pasto, per la prima volta ho un badge che utilizzo all’ingresso e all’uscita, ...

Diario della mia vita da commessa (parte due)

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Arieccomi . Riprendo il Diario della mia vita da commessa part time (#c'ègrossacrisi) anche se dall'intimo firmato sono passata al caffè (sempre firmato eh). Lavorerò per tutto il mese di dicembre per otto ore al giorno, dal venerdì alla domenica e durante i feriali farò turni più brevi, alla bisogna. La boutique del caffè è centralissima, assomiglia più a un club che a un negozio e se lo chiami semplicemente caffè, alzano il sopracciglio ma sempre col sorriso - "meglio Cru, Grand Cru" - e poi ci sono svariate combinazioni di miscele di origini diverse  - "blend, meglio blend" - e varietà "pure origin" che provengono esclusivamente da quelle coltivazioni e i decaffeinati naturali, tramite acqua, mica quello che compra mamma al supermercato - "ché lì il processo di decaffeinizzazione avviene chimicamente" - ed è tutto un "bouquet, un'armonia, una nota fiorita, speziata, robusta, fruttata, tostata e perfino legnosa" (quest...

Diario della mia vita da commessa

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15-03-2011 Dunque. Da due giorni, lavoro sul serio: dopo vent'anni che ho solo fatto finta, questo è un evento da festeggiare. O almeno da segnare sul calendario biografico. Tra le date importanti. Sono diventata commessa (part-time, perché il troppo storpia sempre), in una boutique di intimo e calze (per pochi intimi): il negozio è in piazza di Spagna.