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Omosessualità, i ricatti della fede dietro la grata del confessionale

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Padre, sono lesbica, amo le donne come me e sono credente. Soffro per il giudizio della Chiesa e sento forte il peso della colpa. «Fatti forza e domina le tue tendenze», risponde il prete di San Giovanni Bosco, nel Tuscolano, la stessa chiesa che non celebrò i funerali di Piergiorgio Welby. «Noi siamo esseri deboli, capaci di un amore limitato e istintuale, per questo dobbiamo seguire il comandamento della Chiesa, che è quello dell’amore integrale della Bibbia». Una confessione standard, ripetuta in dieci chiese romane, seguendo un percorso che dalla periferia della capitale porta dritti nel cuore del cattolicesimo, a San Pietro. Per capire come rispondono i ministri della Chiesa all’omosessuale che crede. E che teme l’esclusione dalla comunità ecclesiale. Poco oltre c’è la chiesa di Santa Maria Ausiliatrice: il padre confessore è visibilmente imbarazzato, infatti, non trova le parole. Alla fine, riesce a dire: «Siamo proprio sicuri? Esiste una diagnosi clinica che accerti l’omosessual...

Fini: “Ecco la mia nuova destra”. Ma tra il dire e il Farefuturo…

di Ilaria Donatio Gianfranco Fini è compiaciuto nel ricordare le parole con cui Nancy Pelosi lo ha salutato mentre era in visita, alcuni giorni fa, a Washington: “Uno dei più strenui difensori dei diritti in Italia”, lo avrebbe definito la speaker di origini italiane. E l’accento bolognese del presidente della Camera che insaporisce le parole di soddisfazione si offre alla sala pienissima e raccolta in silenzio, a Palazzo San Macuto, per assistere alla presentazione del nuovo numero di Charta minuta – la rivista della fondazione Farefuturo. In copertina, un albero della vita che – alla base del tronco, proprio al posto delle radici – indica la sfida nascente, a destra: “La nostra nuova politica”. Ma lo sforzo, spiega Fini, è “semplicemente quello di 'alimentare' quella vecchia”, di “metterle addosso un po’ di sale”, di cercare “altre sintesi”: perché “pensavamo che questa potesse essere una legislatura costituente e così non è stato”. Ma anche di lanciare qualche provocazione,...

Dalla “centrale” di Springfield all’atomo spagnolo: viaggio attraverso l’(eterno) incantesimo italiano

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Come Homer Simpson Su Facebook esiste un contatto che ha un nome lungo un’intera frase: “Vorrei lavorare in una centrale nucleare e fare come Homer Simpson…dormire”. Esilarante. Soprattutto perché l’autore, uno studente di scuola media che vorrebbe dormire di più, cita una cosa così lontana dalla sua realtà di adolescente, com’è una centrale nucleare (e una centrale in Italia!), dove lavora come capo della sicurezza (!) proprio Homer Simpson, l’antieroe per eccellenza. L’impianto, Springfield è il nome di fantasia, è (naturalmente) teatro di incidenti e stupidaggini incredibili, tanto da essere in totale dissesto e generare pesante inquinamento per la città. Ora, il produttore dei Simpson è andato a girare un documentario all’interno di una vera centrale, quella di Grand Gulf del Mississippi per confrontarsi con i lavoratori e verificare se il punto di vista espresso dai personaggi della serie non distorcesse eccessivamente la realtà. Chapeau! Naturalmente, non ci attendiamo chissà q...

Nucleare? “Dipende”. Ma da cosa?

NewClear Di Ilaria Donatio Il nuovo libro di Luca Iezzi, “Energia nucleare? Sì grazie?”, appena uscito per i tipi di Castelvecchi, è diviso in sei parti. Ciascuna sviluppa le sei questioni fondamentali a cui un (buon) articolo deve riuscire a rispondere: cosa, come, chi, quando, dove e perché. Il giornalista di Repubblica parte dal racconto del funzionamento di una centrale nucleare, per poi fare una carrellata delle nuove tecnologie che dovrebbero rendere le centrali più sicure; coglie l’occasione, dunque, per proporsi di sfatare una serie di “miti” bibartisan (tanto quelli ambientalisti quanto quelli nuclearisti) in circolazione sull’energia nucleare. E analizza l’impatto che l’opzione nucleare avrà sul mercato delle energie rinnovabili italiano ma, soprattutto, ne discute la convenienza economica. All’interrogativo fondamentale del perché scegliere l’atomo, infine, Iezzi opta per “l’unica risposta possibile”: un enorme “dipende”. Da cosa? Secondo l’autore da una lista di variabi...

No B. Day, Londra diventa viola per un giorno e chiede: Dump Berlusconi! - micromega-online - micromega

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Verso Copenhagen: quello che c’è da sapere

NewClear Dal 7 al 18 dicembre si terrà nella capitale della Danimarca la conferenza mondiale del clima. Nelle intenzioni, il “protocollo di Copenhagen” avrebbe dovuto sostituire quello di Kyoto, stilando le future linee guida per ridurre le emissioni CO2, dalla fine del 2012. L’obiettivo previsto era un aumento massimo della temperatura globale di 2° C, realizzabile con una riduzione da parte dei paesi aderenti del 40-50 per cento delle emissioni entro il 2050. · Il protocollo di Kyoto del 1997, sottoscritto da 160 paesi (Usa esclusi, Cina e India esonerati in quanto paesi in via di sviluppo), stabilisce obiettivi a lungo termine per la riduzione dei gas serra, che in media dovranno essere ridotti, dagli Stati aderenti, dell’8-12 per cento tra il 2008 e il 2012. · Gli Stati Uniti, fuori da Kyoto, guidano la classifica degli inquinatori con 19 tonnellate di CO2 pro capite, seguono Russia con 12, Unione europea con 8, Cina con 5 e India con 1,5 tonnellate. La classifica ...

La giustizia incivile. Perché un elefante non può crescere più di un elefante

Una convenzione con le poste o le banche per ottenere un estratto conto semestrale sulle somme di giustizia giacenti; la stessa destinazione dell’otto per mille. Sono alcune delle proposte per una riforma della giustizia dalla parte cittadini, avanzate da Giuseppe Bianco, sostituto procuratore della Repubblica a Firenze. Che critica le “cicale dello pseudogarantismo obeso”, i tanti ‘giure-inconsulti nostrani’ e parla di antimafia e lotta alla corruzione. Che nasce e cresce, assicura Bianco, “finché ha il controllo della conoscenza dei fatti”. Intervista a Giuseppe Bianco di Ilaria Donatio www.micromega.net “Sono anni che noi magistrati chiediamo una riforma a costo zero dell’autofinanziamento: le somme delle confische e delle spese di giustizia, reinvestite nello stesso settore, farebbero raccogliere un totale di circa 2 miliardi di euro: ne basterebbe un terzo, e magistratura e forze di polizia avrebbero tecnologie avanzate, personale, macchine”. Parla Giuseppe Bianco, sostituto procu...