martedì 19 febbraio 2013

Su Oscar Giannino e un vecchio amore

Conosco Oscar Giannino per averlo osservato, (relativamente) da vicino, nel corso di alcuni anni: tempo fa, lavoravo nella redazione di una piccola rivista moderata e di stampo liberale che collaborava con l'Ibl e lui era, già allora, un punto di riferimento in quell'ambiente. Lo osservavo quando, in abiti eccentrici - da me molto ammirati - veniva ai workshop che organizzavamo: quella scelta di non passare inosservato per i colori e i tessuti indossati, un po' cozzava con il suo modo di fare che mi appariva, al contrario, schivo e "riparato". Questo contrasto, ricordo, mi piaceva moltissimo perché - pensavo - era rivelatore di una forza e, insieme, di una debolezza. E poi perché in un mondo che si sforza, costantemente, di apparire privo di aporie, il più possibile provvisto del marchio di fabbrica, lui esibisce così la propria "stranezza" che è anche estraneità.

domenica 3 febbraio 2013

Sui diritti dei padri: due parole alle donne


Ho diverse amiche che hanno già procreato ed esercitano, molto felicemente, una maternità scrupolosa e amorevole. Aggiungerei anche "consapevole" e, con questo, alludo alla capacità - tutta femminile - di porsi quella domanda in più sulla vita (e se stesse e il partner e il futuro), generalmente, agli uomini assai sgradita. Domanda che, in alcuni casi e a dirla tutta, si risolve in un eccesso di seghe mentali tanto velleitarie quanto inconcludenti.

Portiamo questi figli dentro di noi per nove mesi, custodendoli e preparandoli a venire al mondo, che quando ci sono, quando escono fuori di noi e conquistano - giorno dopo giorno - una loro originalissima fisionomia, allora li vorremmo ricacciare dentro: per proteggerli, per un istinto incontrollabile che ci porta a credere che tutto quello che facciamo per loro, il nostro stesso amore, sia solo  fonte di cose belle, valori positivi, energia vitale.
E, invece, invece così non è. A partire da come consideriamo i nostri compagni (e padri). Sì, proprio gli stessi con cui quei figli li abbiamo desiderati, concepiti e messi al mondo. I padri sono i padri, importanti per carità, ma "il figlio è mio, l'ho fatto io, stavo crepando io di dolori in sala parto, mica lui, io ho più diritti di lui". Queste parole le ho sentite per davvero, da un'amica che attraversa una crisi con il papà di suo figlio. Sono parole venute fuori in un momento di rabbia, forse, ma che mi hanno fatto pensare.