lunedì 23 febbraio 2009

Gli stranieri e la Mecca del crimine


Ma la spiegazione più solida, a mio parere, è tutta un’altra: se gli stranieri delinquono tanto più degli italiani non è perché noi siamo buoni e loro cattivi, ma perché i cittadini stranieri che arrivano in Italia non sono campioni rappresentativi dei popoli di provenienza. Con la sua giustizia lentissima, con le sue leggi farraginose, con le sue carceri al collasso, l’Italia è diventata la Mecca del crimine. Un luogo che, oltre a una maggioranza di stranieri per bene, attira ingenti minoranze criminali provenienti da un po’ tutti i Paesi, e così facendo crea l’illusione prospettica dello straniero delinquente. Perciò hanno perfettamente ragione gli italiani che hanno paura degli immigrati, ma hanno altrettanto ragione gli stranieri onesti che si sentono ingiustamente guardati con sospetto. I cittadini italiani privi di paraocchi ideologici non possono sorvolare sul fatto che uno straniero è dieci volte più pericoloso di un italiano. Ma farebbero ancor meglio a rendersi conto che ogni comunità straniera è costituita da due sottopopolazioni distinte: gli onesti attirati dalle opportunità di lavoro, e i criminali attirati dalla debolezza delle nostre istituzioni. Il problema è che le due sottopopolazioni non si possono distinguere a occhio nudo, e quindi - in mancanza di segnali che consentano di separarle - la diffidenza diventa l’unico atteggiamento razionale. Un atteggiamento che non si supera con lezioncine di democrazia, tolleranza e senso civico, ma solo rendendo l’Italia un paradiso per gli stranieri di buona volontà e un inferno per i criminali, stranieri o italiani che siano. di Luca Ricolfi su La Stampa del 21-02-09
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=5628&ID_sezione=29&sezione=

sabato 21 febbraio 2009

Il diritto di disporre della nostra vita


Caro Augias,

la pletora di parole e buoni sentimenti che ci ha inondati tutti, nei giorni scorsi, sulla vicenda umana di Eluana Englaro, è la prova provata di quanto due misteri silenziosi, come la vita e la morte, siano puntualmente "tirati per la giacchetta" da quanti – politici, media, cardinali e vescovi – sembrano essere pronti a darsi battaglia per rivendicare la fondatezza di una Tesi o la sacralità di un Principio, sulla pelle degli altri. Mentre quella vita, così lieve, andava via e, simbolicamente, portava con sé tante altre vite come quella, pensavo che non ci fosse nulla di davvero irrinunciabile da dire.
Oggi, invece, è tempo di parlare ed esercitare il proprio diritto di critica. Sono due i riferimenti che mi hanno accompagnato nella riflessione che le propongo.
Il primo è un documento della Società Italiana di Cure Palliative e della Federazione Cure Palliative che spiega come con la nuova legge, che rende obbligatorie nutrizione e idratazione forzate, si moltiplicherebbero le sofferenze dei malati terminali. Mi è parso, quello dei medici dei malati terminali, un contributo fondamentale al dibattito: una legge siffatta, "estenderebbe tale obbligo anche a coloro che vivono una fase di inevitabile e prossima terminalità, per le quali non si tratta di non iniziare o sospendere una terapia ma di accompagnarle a una fine dignitosa".
L'altro documento è quello dei teologi del Centro studi teologici di Milano: "È significativo il nuovo oscurantismo tutto cattolico, che mentre proibisce le tecniche di supporto scientifiche e le metodiche sofisticate per permettere alle donne una procreazione assistita (dicono artificiale) in caso di grave e irreversibile sterilità, e quindi si oppone alla nascita di una nuova vita, vuole invece che altrettanto sofisticate macchine e ausili di supporto continuino a funzionare per tenere in vita una vita-morta".
Ora, invece, quando tutte le provocazioni verbali sembrano essersi assopite e per esercitare il sacrosanto diritto, democratico, dunque libero, di espressione "politica" – nel senso più alto del termine – della nostra cittadinanza, credo sia giunto il momento di "manifestare" l'esistenza di un senso più alto che la vicenda di Eluana ci ha lasciato "in eredità": a Roma, a piazza Farnese, sabato 21 febbraio alle ore 15. Perché, leggo nell'appello lanciato da tanti intellettuali italiani e sottoscritto da migliaia di cittadini, "La vita di ciascuno non appartiene al governo e non appartiene alla Chiesa. La vita appartiene solo a chi la vive". ilaria donatio da la Repubblica del 20-02-2009

martedì 17 febbraio 2009

Lampedusa e i diritti umani che non esistono


"C'è molto da raccontare. Una situazione come quella non l'avevo mai vista. eppuro ho girato in tutti i CPT d'italia ... 974 persone chiuse a vivere nei loro escrementi e in mezzo alla sporcizia per quasi due mesi. Nessuno gli dice niente sul loro futuro. Li guardi e sai che ne hanno passate tante. Con alcuni parli e ti raccontano le loro storie di viaggio, di speranza, della morte scampata in tante occasioni. Lì non ci sono le donne, ma quelle che ho incontrato e ascoltato faticano a dire le violenze, gli abusi sessuali che hanno subito. Tutte e sistematicamente sono state abusate. Nella barbarie del luogo e in quella condizione fatichi a capire gli atteggiamenti dei singoli che lì lavorano (polizia, operatori, ong): c'è un'assurda aria di impotente normalità ... e tutto per la ripicca di un ministro, Maroni, che in spregio di qualsiasi legge e norma impedisce che quella situazione venga risolta. Commette un atto illegale nell'indifferenza generale". Maurizio Gressi

mercoledì 11 febbraio 2009

Czech Republic: Free Plane Tickets Offered to Migrants


The Czech Republic will offer a free plane ticket and $649 to foreign workers who agree to return home after losing their jobs in the economic downturn, the government said Monday. Interior Minister Ivan Langer said many unemployed foreigners lacked cash to buy a ticket home because they had to pay exorbitant fees or bribes — up to $12,000 — to agencies that secured the jobs for them.
http://www.nytimes.com/2009/02/10/world/europe/10briefs-FREEPLANETIC_BRF.html?ref=europe

martedì 10 febbraio 2009

Muore


Quel gesto verso lo Stato - violento: dimmi cosa devo fare, dimmi come posso fare, dimmi qualcosa, io sono solo ma resto cittadino e ho il diritto d'interpellarti - è un gesto che nasce dall'interno di una famiglia. Strano che nessuno lo abbia detto. Quel padre fa la spola tra una moglie malata gravissima e una figlia incosciente da un numero d'anni che non si possono nemmeno contare. Nessuno ha nemmeno il diritto, da fuori, di immaginare il suo tormento, il filo dei pensieri, la disperazione che deve tenere a bada mentre guida, mentre telefona, quando prova a dormire. Tra moglie e figlia, giorno dopo giorno, lui tiene insieme la sua famiglia. Ciò che resta, certo. Ma anche: ciò che è. Esiste forse una famiglia italiana, in questo 2009, più "famiglia" di questa? Lui parla con le sue due donne, ogni tanto con parole inutili, più spesso nella mente. Provano a ragionare insieme, è finzione, certo, ma è la cosa più vicina alla realtà, è l'unica possibile perché la famiglia esista non solo a livello fisico, delle due presenze malate in clinica con l'uomo lì accanto, ma anche a livello spirituale, come comunione possibile: anni insieme, gioie, speranze, amore, abbracci, progetti, un modo di pensare, di sentire, un modo di essere comune. La decisione che il padre prende, la prende in nome della sua famiglia. Non per sé, per tutti. Fa spavento pensare a questo, e poi pensare al futuro, ma è l'unica verità possibile. L'unica cosa autentica. ezio mauro

lunedì 9 febbraio 2009

L'appello


Firma l'appello di Lorenza CARLASSARE, Andrea CAMILLERI, Furio COLOMBO, Umberto ECO, Paolo FLORES D'ARCAIS, Margherita HACK, Pancho PARDI, Stefano RODOTA':

"La vita di ciascuno non appartiene al governo e non appartiene alla Chiesa. La vita appartiene solo a chi la vive. Il decreto legge di Berlusconi, trasformato in disegno di legge dopo che il presidente Napolitano, da custode della Costituzione, ha rifiutato di firmarlo, vuole sottrarre al cittadino il diritto sulla propria vita e consegnarlo alla volontà totalitaria dello Stato e della Chiesa. Rendendo coatta l’alimentazione e l’idratazione anche contro la volontà del paziente, impone per legge la tortura ad ogni malato terminale.

Pur di imporre questa legge khomeinista, Berlusconi ha dichiarato che intende sovvertire la Costituzione repubblicana. E’arrivato ad oltraggiare una delle costituzioni più democratiche del mondo, la nostra, definendola “filosovietica”, mentre non perde occasioni per elogiare il suo “amico Putin”, ex-dirigente del Kgb. Al governo Berlusconi che ha ormai dichiarato guerra alla Costituzione repubblicana, è dovere democratico di ogni cittadino opporre un fermo “ora basta!”.

Per dire sì alla vita e no alla tortura, per dire sì alla Costituzione e no al progetto di dittatura oscurantista, per dire sì al Presidente che sostiene la Costituzione contro chi la viola, la svilisce, la insulta, chiediamo a tutti i democratici di auto-organizzarsi per una grande e pacifica manifestazione, senza bandiere di partito, solo con la passione e l’impegno civile di liberi cittadini, a Roma, a piazza Navona, sabato 21 febbraio alle ore 15.

Passa parola, la democrazia dipende anche da te".
www.micromega.net

domenica 8 febbraio 2009

Vicolo cieco

Ho pubblicato, qui sotto, un brano dell'articolo scritto da Stefano Rodotà su Micromega. Dice cose condivisibili e straordinariamente equilibrate: solo su un punto non mi trova d'accordo. La Chiesa non "impone" comportamenti al legislatore. La Chiesa influenza e parla ai propri fedeli: la sua parola non è priva di conseguenze e ha lo scopo dichiarato di condizionare le coscienze. Non è importante se siamo o no daccordo con lei, se aderiamo o no al messaggio di Ratzinger. Il punto è un altro: è la classe politica che dovrebbe agire in maniera autonoma e non essere condizionata dalla Chiesa. E' il legislatore che deve farsi guidare solo dal diritto e guardare alla Chiesa come si guarderebbe a uno qualsiasi degli interlocutori istituzionali. Una classe politica debole come la nostra, con una sinistra che è solo la caricatura di se stessa, non vede l'ora di avere un padrone che le indichi una strada, anche se è senza uscita.

Rodotà: verso legge incostituzionale


"Siamo arrivati al grottesco, se non fosse in atto una tragedia, di chiedere l’immediato intervento del governo, forse con un decreto legge, per impedire che una sentenza passata in giudicato potesse essere eseguita. Quello che mi sorprende in questo momento, di fronte a questo scomposto modo di muoversi del governo e della maggioranza, è il silenzio dell’opposizione. Un silenzio tanto più inammissibile e sconfortante in quanto ci troviamo di fronte al tentativo di ridefinire diritti davvero fondamentali della persona. Io non sono un appassionato dei sondaggi come guida dell’azione politica, e tuttavia partiti e persone che stanno attentissimi a mezzo punto percentuale di gradimento crescente o decrescente del Partito democratico e del suo segretario, girano la testa dall’altra parte, di fronte a sondaggi che ci dicono che il 79% degli interpellati è dalla parte di Eluana e di suo padre, che l’83% ritiene che la Chiesa debba parlare alle coscienze e non imporre comportamenti ai legislatori. C’è dunque una cecità politica in questo momento, perché anche in una situazione nella quale il favore dell’opinione pubblica è così forte, il Partito democratico è paralizzato dalle sue frange interne". www.micromega.it

venerdì 6 febbraio 2009

Gabbie

Oggi sarei scappata volentieri da questo paese e dalle sue gabbie di pensiero, arrugginite e asfissianti. Questo significa essere "piagnoni"?
Non mi pi
ace l'indignazione fine a se stessa, "quellieternamenteincazzati" alla beppe grillo, ma non riesco proprio a non chiedermi se non sia snobbismo il mio. Me lo chiedo ora, oggi quando è chiaro, ormai, che stiamo passando il segno.
L´idea che un medico debba farsi investigatore e delatore di un malato "clandestino"; e poi la schedatura dei clochard; e poi Eluana...e poi, S.B. che è "pronto a cambiare la Costituzione sui decreti d'urgenza". E questa silente opposizione, che per leggere uno straccio di dichiarazione alle agenzie, su Eluana, occorre aspettare un Ferrero qualsiasi o gli equilibrismi del Pd...
Insomma, uno aspetta e si dice "magari il disfattismo non serve a nulla, magari, non và così male come dicono Di Pietro e Travaglio"...e poi, sopraggiunge la stanchezza. E ti chiedi solo un po' di libertà e di ossigeno. Altrove.

Il cane e la farfalla


"Questo governo pagano, figlio di una cultura che ha paganizzato l'Italia, è diviso dalla religione dei sondaggi (i quali danno ragione alla scelta del padre di Eluana che vuole infine liberare il corpo di sua figlia da questo simulacro di vita) e il richiamo della Chiesa, che con quel corpo totemico vuole ribadire non solo i suoi valori eterni, ma anche il suo controllo della vita e della morte". ezio mauro